Agrivoltaico e vincoli paesaggistici: cosa dice la sentenza n. 1328/2026 del TAR
Agrivoltaico e vincoli paesaggistici: cosa stabilisce la sentenza del TAR Piemonte? Scopri quando un ente locale può opporsi e come tutelare il tuo terreno.
Se stai valutando di ospitare un impianto agrivoltaico sul tuo terreno o sei un’azienda agricola che vuole comprendere i limiti reali delle opposizioni locali, il rapporto tra agrivoltaico e vincoli paesaggistici rappresenta uno dei temi più dibattuti. A fare chiarezza su questo punto è intervenuta una recente e fondamentale pronuncia del TAR Piemonte (n. 1328/2026).
La sentenza definisce con precisione i confini entro cui un ente locale o un privato può opporsi alla realizzazione di un progetto da fonti rinnovabili, stabilendo un principio di fondamentale importanza: il semplice richiamo alla tutela del paesaggio non è sufficiente a bloccare un impianto autorizzato in un’area idonea.
1. Il caso: la sentenza del TAR Piemonte n. 1328/2026
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte ha confermato la piena validità della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) favorevole rilasciata per la realizzazione di un grande impianto agrivoltaico nel Vercellese, respingendo il ricorso promosso da alcuni proprietari terreni e aziende agricole della zona.
Il principio del bilanciamento degli interessi
La decisione dei giudici amministrativi poggia su una regola cardine che ridefinisce il legame tra agrivoltaico e vincoli paesaggistici:
Principio Chiave: Quando un impianto sorge in un’area normativamente classificata come “idonea” ai sensi delle direttive definite dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), l’interesse pubblico alla produzione di energia pulita e alla transizione ecologica ha un peso preminente. Per bloccare l’iter, gli enti locali non possono limitarsi a contestazioni generiche, ma devono dimostrare con dati tecnici concreti un’effettiva incompatibilità.
2. Agrivoltaico e vincoli paesaggistici: le 4 indicazioni per i proprietari terrieri
Molti imprenditori e proprietari esitano ad avviare un progetto per il timore che l’iter burocratico venga bloccato sul nascere dai veti dei Comuni o delle Soprintendenze. L’orientamento emerso nella sentenza n. 1328/2026 traccia tuttavia un quadro decisamente più favorevole agli investimenti:
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Vantaggio nelle aree idonee: Se il terreno ricade in una zona definita idonea dalla legge, il progetto parte da una posizione di netto vantaggio nel bilanciamento tra tutela del territorio e produzione energetica.
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Superamento dei veti astratti: Il tema dell’impatto visivo su agrivoltaico e vincoli paesaggistici non può essere usato come un no a prescindere; il diniego deve essere motivato nel merito di ogni singola opera.
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Premio all’agrivoltaico “avanzato”: Gli impianti con strutture elevate (generalmente superiori a 2,1 metri da terra) che consentono il prosieguo delle colture o del pascolo ricevono una tutela prioritaria nelle valutazioni ambientali. Per approfondire come progettiamo queste strutture, puoi consultare la nostra sezione dedicata alle soluzioni per l’agrivoltaico di e-casaitalia.
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Protezione dei soli vincoli reali: Le aree con tutele speciali accertate (zone di pregio storico o produzioni certificate DOP/IGP con impatto diretto) continuano a essere salvaguardate: la pronuncia non è un “liberi tutti”, ma richiede istruttorie rigorose e oggettive.
3. Cosa serve in pratica per proteggere il progetto da ricorsi e dinieghi
Per fare in modo che la relazione tra agrivoltaico e vincoli paesaggistici non si trasformi in un ostacolo legale, è indispensabile predisporre un’analisi di fattibilità tecnica e ambientale solida fin dai primi passaggi, allineata ai requisiti e alle linee guida pubblicate dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici).
| Fase dell’Istruttoria | Oggetto dell’Analisi | Risultato Operativo |
| 1. Inquadramento Normativo | Verifica della classificazione dell’area (idonea/non idonea). | Blindare il progetto sotto il profilo del diritto edilizio e ambientale. |
| 2. Relazione Agronomica | Analisi del suolo, delle colture e della continuità agricola. | Dimostrare che l’attività agricola prosegue sotto i moduli solari. |
| 3. Progettazione di Impianto | Moduli elevati, inseguitori solari mono-assiali, fascia vegetale. | Ridurre al minimo l’impatto visivo e l’impronta a terra. |
| 4. Studio di Impatto (VIA) | Mappatura dei vincoli, rilievi acustici e opere di rete. | Fornire una documentazione inattaccabile contro eventuali ricorsi. |
Una Valutazione di Impatto Ambientale ben strutturata, supportata da dati strumentali e rilievi sul campo, è oggi lo strumento più efficace per disinnescare contenziosi e sbloccare le autorizzazioni.
4. Come valorizzare il tuo terreno in sicurezza
Integrare la produzione agricola e quella energetica rappresenta un’opportunità di rendita straordinaria per i proprietari di terreni. Tuttavia, la complessa interazione tra agrivoltaico e vincoli paesaggistici richiede competenze specialistiche che uniscano ingegneria, agronomia e giurisprudenza amministrativa.
Dalla scelta delle altezze minime dei moduli alla gestione delle distanze per il passaggio dei mezzi agricoli, fino alle opere di connessione elettrica, ogni dettaglio tecnico contribuisce a proteggere l’investimento da possibili opposizioni locali.
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