Fotovoltaico a terra su terreno agricolo e CER: 4 passi fondamentali per ottenere l’autorizzazione
Hai un terreno agricolo e pensi di installare un impianto di fotovoltaico a terra per dare vita a una comunità energetica rinnovabile (CER)? È un’ottima idea, ma prima di partire devi conoscere bene le regole del gioco.
La legge lo permette, ma solo a certe condizioni. Di recente il Tar Veneto ha chiarito un punto che può decidere se un progetto viene approvato o bocciato.
In questa guida ti spieghiamo in modo semplice cosa dice la normativa e cosa ha deciso il tribunale. Poi vediamo i 4 passi da seguire per non sbagliare.
Cos’è una comunità energetica rinnovabile (CER)
Partiamo dalle basi. Una CER è un gruppo di persone, aziende o enti che si uniscono per produrre e condividere energia pulita, di solito da impianti fotovoltaici.
Chi fa parte della comunità può ottenere vantaggi economici sull’energia condivisa e aiuta a ridurre l’uso di fonti fossili. Per approfondire puoi consultare il sito ufficiale del GSE, il Gestore dei Servizi Energetici.
Fotovoltaico a terra in area agricola: cosa dice la normativa
Di solito non è facile installare pannelli solari direttamente su un terreno agricolo, perché la legge tende a proteggere i campi destinati alle coltivazioni.
Esiste però un’eccezione importante: un impianto di fotovoltaico a terra può essere realizzato in area agricola se serve a costituire una comunità energetica rinnovabile.
Questa possibilità è prevista da due norme:
- l’articolo 20, comma 1-bis, del D.lgs. 199/2021
- l’articolo 11-bis, comma 2, del D.lgs. 190/2024
In parole semplici, se il tuo impianto nasce per alimentare una CER, la strada è aperta. Conta però molto il modo in cui lo dimostri.
La precisazione del Tar Veneto sul fotovoltaico a terra per le CER
Il Tar Veneto, cioè il tribunale amministrativo regionale, è intervenuto proprio su questo punto con un chiarimento molto concreto.
Secondo i giudici, l’impianto può essere autorizzato solo se dimostra fin dall’inizio di essere destinato a una comunità energetica. Non basta dire che “in futuro” verrà collegato a una CER.
Il collegamento con la comunità deve risultare già quando si presenta la domanda di autorizzazione. Non si può rimandare a un secondo momento.
Per chi possiede un terreno, questo significa una cosa sola: il progetto di fotovoltaico a terra e la CER devono nascere insieme, non uno dopo l’altro.
Il tema è stato approfondito anche da QualEnergia.it in un articolo del 15 ottobre 2026.
4 passi per progettare bene il tuo impianto di fotovoltaico a terra
Ecco cosa conviene fare, in pratica, per impostare il progetto nel modo giusto.
1. Definisci subito la struttura della CER
Prima ancora di pensare ai pannelli, chiarisci chi farà parte della comunità. Decidi anche quale forma giuridica avrà (ad esempio associazione o cooperativa) e quali saranno i suoi obiettivi.
2. Prepara la documentazione giusta
Servono documenti che dimostrino in modo chiaro il legame tra l’impianto e la comunità energetica. Sono proprio questi documenti a convincere gli enti che rilasciano l’autorizzazione.
3. Fai lavorare insieme tecnici e CER
La progettazione tecnica e la costituzione della comunità devono procedere insieme fin dalle prime fasi. Se vanno avanti separate, rischi di ritrovarti con un progetto che non può essere autorizzato.
4. Fatti affiancare da professionisti
Ogni terreno è diverso per posizione, vincoli e dimensione dell’impianto. Un esperto può verificare se il tuo caso rispetta tutti i requisiti richiesti.
Perché conviene muoversi con metodo
Un impianto di fotovoltaico a terra è un investimento importante, in termini sia di soldi sia di tempo. Un errore nella fase iniziale può bloccare tutto per mesi.
Un progetto impostato bene fin dall’inizio, invece, ti permette di valorizzare il terreno, produrre energia pulita e condividere i benefici con la tua comunità.
Ricorda anche che le regole sulle rinnovabili cambiano spesso. Affidarti a chi le segue ogni giorno è il modo più sicuro per non perdere opportunità.
In sintesi
Il fotovoltaico a terra su terreno agricolo è possibile, ma solo se l’impianto è destinato a una comunità energetica rinnovabile. Questo deve risultare già nella fase di autorizzazione.
Il messaggio del Tar Veneto è chiaro: le promesse per il futuro non bastano, servono prove concrete fin da subito. Per questo l’impianto e la CER vanno costruiti insieme.
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Fonte: QualEnergia.it PRO, “Fotovoltaico e Cer, le condizioni per la deroga nei suoli agricoli”, 15 ottobre 2026.
Articolo a cura di Flavio Pinton — CEO di e-casaitalia








