E-casaitalia alla Fiera del Soco 2025: Insieme per un futuro energetico sostenibile!

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E-casaitalia alla Fiera del Soco 2025: Insieme per un futuro energetico sostenibile!

Siamo entusiasti di annunciarvi che E-casaitalia sarà presente alla prossima Fiera del Soco di Grisignano di Zocco, un appuntamento imperdibile per la nostra comunità e per chiunque sia interessato a costruire un futuro più verde e consapevole.

Per noi di E-casaitalia, partecipare a un evento così radicato nel nostro territorio è un’opportunità unica per incontrare le persone, ascoltare le loro domande e condividere la nostra visione sulla transizione energetica.

 

Perché la transizione energetica è una questione che riguarda tutti? Te lo spieghiamo alla Fiera del Soco!

 

La transizione energetica non è solo un concetto tecnico, ma un cambiamento che impatta direttamente sulla vita di ognuno di noi. Significa passare da un sistema basato su fonti fossili a uno che sfrutta l’energia pulita e rinnovabile, come il sole. Questo non solo riduce l’impatto ambientale, ma ci rende anche più indipendenti e resilienti di fronte alle sfide future.

Al nostro stand potrete esplorare le soluzioni più innovative per la vostra casa, dal fotovoltaico con o senza accumulo fino all’installazione di pompe di calore e sistemi di ricarica per veicoli elettrici. Il nostro team di esperti sarà a vostra completa disposizione per offrirvi consulenze personalizzate, valutare il potenziale di risparmio energetico della vostra abitazione e rispondere a ogni vostro dubbio.

 

Le comunità energetiche rinnovabili: l’energia del futuro, già oggi

 

Una delle tematiche chiave che affronteremo alla Fiera del Soco sono le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Se ne sente parlare sempre più spesso, ma di cosa si tratta esattamente?

Immaginate un gruppo di persone, aziende o enti locali che si uniscono per produrre, consumare e condividere energia pulita a livello locale. Non si tratta solo di risparmiare sulle bollette, ma di creare una vera e propria rete di solidarietà e autosufficienza. Le comunità energetiche rappresentano un modello virtuoso che permette di sfruttare al meglio l’energia prodotta, riducendo gli sprechi e rafforzando il senso di comunità.

Al nostro stand potrete scoprire come funziona una CER e come anche voi, insieme ai vostri vicini, potete diventare parte attiva di questa rivoluzione energetica.

 

Vi aspettiamo numerosi alla Fiera del Soco dal 12 al 18 settembre 2025.

Venite a trovarci al nostro stand per scoprire come possiamo, insieme, dare forma a un futuro più sostenibile, passo dopo passo, energia dopo energia.

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Fiera del Soco

la nostra comunità energetica

cos’è una comunità energetica

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Autoconsumo a distanza: impianto fotovoltaico a terra che alimenta uno stabilimento aziendale
Bonus

Autoconsumo a distanza: la guida essenziale per aziende, con 3 fonti di ricavo per 20 anni Il tuo stabilimento consuma molta energia, ma sul capannone non c’è spazio per i pannelli? Oppure il tetto non è adatto, o semplicemente non vuoi bloccare capitale? C’è una soluzione pensata proprio per questi casi: l’autoconsumo a distanza, previsto dal Decreto CACER (DM MASE 414/2023). Il nome tecnico completo è “autoconsumo individuale a distanza”. In questa guida ti spieghiamo come funziona, quanto può valere e cosa controllare prima di partire. Cos’è l’autoconsumo a distanza, in parole semplici L’impianto fotovoltaico non viene installato sullo stabilimento, ma in un altro luogo: per esempio un terreno o un capannone vicino. Questo impianto ha un proprio punto di collegamento alla rete, chiamato POD. L’energia non arriva fisicamente in azienda. Viaggia sulla rete pubblica, e tu continui a pagare la bolletta dello stabilimento come hai sempre fatto. Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) controlla i contatori ora per ora. Riconosce come “energia condivisa” la quota prodotta dall’impianto mentre lo stabilimento sta consumando. Come funziona l’autoconsumo a distanza: un esempio ora per ora Facciamo un esempio concreto con tre momenti della giornata: Mezzogiorno: l’impianto immette 800 kWh, lo stabilimento ne preleva 500. Energia condivisa: 500 kWh. Pomeriggio: l’impianto immette 400 kWh, lo stabilimento ne preleva 600. Energia condivisa: 400 kWh. Notte: l’impianto non produce. Energia condivisa: 0. La regola è semplice: in ogni ora conta il numero più basso tra i due. Per questo l’autoconsumo a distanza rende di più alle aziende che lavorano di giorno, e ancora meglio se sono attive anche nel weekend. Quanto vale l’autoconsumo a distanza: le 3 fonti di ricavo Attenzione a un punto importante: non si tratta di uno sconto in bolletta. È un guadagno in più, che arriva da tre voci diverse. 1. La tariffa premio del GSE Viene pagata per 20 anni sull’energia condivisa. È composta da una parte fissa (60, 70 o 80 €/MWh, in base alla taglia dell’impianto) e da una parte variabile, che cresce quando il prezzo dell’energia scende, fino a un tetto massimo. Per il fotovoltaico al Nord è prevista anche una maggiorazione di 10 €/MWh. 2. Il contributo di valorizzazione È la restituzione di alcune voci della tariffa elettrica. Vale pochi euro per ogni MWh, ma si somma agli altri ricavi. 3. La vendita dell’energia immessa Tutta l’energia prodotta e immessa in rete si vende: con il Ritiro Dedicato del GSE oppure tramite un trader. Gli importi reali dipendono dalla dimensione dell’impianto, dai consumi orari dell’azienda e dai prezzi di mercato. Per questo vanno sempre calcolati caso per caso. Autoconsumo a distanza senza investire: è possibile? Sì, non sempre servono soldi propri. L’impianto può essere finanziato, costruito e gestito da un investitore esterno o da una ESCO (una società di servizi energetici), che agisce seguendo le indicazioni dell’azienda. In questo modo anche l’impresa che consuma molta energia può sfruttare l’autoconsumo a distanza senza anticipare capitale. La divisione dei ricavi tra le parti viene fissata in un contratto di lunga durata. Cosa verificare prima di partire Prima di avviare un progetto, controlla questi cinque requisiti: impianto e punti di prelievo devono trovarsi sotto la stessa cabina primaria; tutti i punti di prelievo devono essere intestati allo stesso soggetto; serve la piena disponibilità dell’area (proprietà, affitto, diritto di superficie o comodato); l’impianto deve essere nuovo e, per ottenere la tariffa premio, non superare 1 MW; se hai già fotovoltaico o cogenerazione, l’energia condivisa può ridursi: servono le curve orarie di prelievo. Non sai sotto quale cabina primaria si trova il tuo stabilimento? Puoi verificarlo con la mappa interattiva delle cabine primarie del GSE, oppure chiederlo direttamente a noi. Tempi e dimensionamento dell’autoconsumo a distanza La tariffa si può richiedere fino al 31 dicembre 2027, oppure fino al raggiungimento di 5 GW di potenza incentivata. Entro quella data l’impianto deve essere allacciato e la domanda inviata. Autorizzazioni e connessione alla rete sono la fase più lunga: conviene muoversi subito. Le associazioni di settore hanno chiesto una proroga, ma al momento non è stata decisa. Per le imprese c’è anche la regola del 55%: la parte di tariffa che supera questa soglia va destinata a consumatori che non sono imprese o a finalità sociali sul territorio. Per questo conviene un impianto calibrato sui consumi orari, non il più grande possibile. In sintesi L’autoconsumo a distanza trasforma un terreno o un capannone in una fonte di ricavo per 20 anni, senza cambiare il modo in cui l’azienda compra energia. Con i dati giusti e un partner che segue tutto l’iter, dallo studio di fattibilità alla pratica GSE, diventa un’opportunità concreta. Le regole complete sono pubblicate sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. 📞 Vuoi capire se l’autoconsumo a distanza fa per la tua azienda? Contatta il team di e-casaitalia: ti guidiamo in ogni fase, dall’analisi alla pratica. 👉 www.e-casaitalia.it Articolo a cura di Flavio Pinton — CEO di e-casaitalia

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