Un momento della serata informativa a Camposampiero (Padova): grande partecipazione di cittadini e imprese interessati alle comunità energetiche in Veneto

Comunità energetiche in Veneto: in 100 all’incontro di E-CER a Camposampiero raccontato da Il Gazzettino

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Comunità energetiche in Veneto: in 100 all’incontro di E-CER a Camposampiero raccontato da Il Gazzettino

Scopri il successo di E-CER a Camposampiero. Una guida pratica sulle comunità energetiche in Veneto per ridurre i costi in bolletta e aderire subito.

Oltre 100 partecipanti alla serata informativa, grande interesse del pubblico e copertura sulla stampa locale: la transizione ecologica e l’autoconsumo collettivo partono dal territorio.

Il modello delle comunità energetiche in Veneto non è più soltanto una prospettiva futura o un tema per addetti ai lavori, ma una realtà concreta che cattura l’interesse di cittadini, imprese e media locali. A dare una spinta decisiva allo sviluppo delle comunità energetiche in Veneto è stata la recente serata di presentazione del progetto E-CER, tenutasi presso l’Hotel Pino Verde di Camposampiero (Padova). L’evento ha registrato un’affluenza straordinaria, confermando come la sostenibilità e l’indipendenza energetica siano ormai priorità assolute per le famiglie del territorio.

La stampa locale conferma: l’interesse per le comunità energetiche in Veneto è reale

L’eco del grande successo dell’incontro ha trovato immediato riscontro sui principali organi di informazione. Lo storico quotidiano Il Gazzettino ha infatti dedicato un ampio articolo alla serata di Camposampiero, titolando in modo emblematico: “Comunità energetiche, in 100 all’incontro informativo.”

Questo riconoscimento sulla stampa non rappresenta soltanto la cronaca di un evento riuscito, ma certifica una tendenza sociale fondamentale: il territorio risponde con entusiasmo alle opportunità offerte dalle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). La presenza di oltre cento persone in sala dimostra che la cittadinanza è attivamente alla ricerca di risposte chiare, soluzioni pratiche e percorsi strutturati per accelerare la nascita delle comunità energetiche in Veneto, affrontando concretamente le sfide del caro energia e della decarbonizzazione.

Cosa è emerso dalla serata di Camposampiero

L’incontro, promosso attivamente da Veneto Energia in stretta collaborazione con e-casaitalia ed E-CER, è stato strutturato come un vero e proprio momento di approfondimento tecnico, economico e normativo, privo di tecnicismi sterili ma ricco di dati concreti applicabili alla vita di tutti i giorni.

Il tavolo dei relatori ha visto alternarsi professionisti di spicco del settore, ciascuno focalizzato su un aspetto cruciale della filiera:

  • Flavio Pinton, CEO di e-casaitalia e Presidente di E-CER, ha aperto i lavori tracciando la visione strategica del progetto, spiegando l’importanza di creare un network territoriale solido, operativo e trasparente.

  • Marianna Cazzoli di Veneto Energia ha illustrato il ruolo sinergico delle istituzioni e delle reti locali nel facilitare la nascita e il consolidamento delle CER nella regione.

  • Raphael Raduzzi, esperto di comunità energetiche, ha fatto chiarezza sul quadro normativo italiano, analizzando dettagliatamente il funzionamento dei meccanismi di condivisione e i criteri di ripartizione dell’energia tra i membri.

  • Alessandro Frison, progettista di impianti fotovoltaici, ha infine mostrato l’aspetto pratico e ingegneristico, spiegando come l’integrazione di impianti moderni ed efficienti consenta di massimizzare la produzione energetica a beneficio del territorio.

Perché aderire a una Comunità Energetica oggi

Aderire a una Comunità Energetica Rinnovabile oggi rappresenta una delle scelte più strategiche e accessibili a disposizione di privati, condomini e piccole e medie imprese. Il funzionamento si basa su un principio tanto semplice quanto rivoluzionario: l’energia prodotta da fonti rinnovabili (come gli impianti fotovoltaici) viene condivisa virtualmente tra i membri della comunità stessa, ottimizzando i consumi locali e riducendo gli sprechi.

I vantaggi economici delle comunità energetiche in Veneto e il Decreto CACER

Grazie all’entrata in vigore del Decreto CACER, lo scenario italiano è diventato estremamente incentivante. I membri di una CER possono accedere a tariffe premio sull’energia condivisa per un periodo di ben 20 anni. Questo si traduce in

  1. Riduzione concreta delle spese in bolletta: Il meccanismo dei ristori e degli incentivi compensa i costi di approvvigionamento elettrico delle famiglie consumatrici.

  2. Valorizzazione degli impianti esistenti e futuri: Chi possiede già un impianto fotovoltaico o intende installarlo può immettere l’eccedenza nella rete comunitaria, massimizzando il ritorno sull’investimento.

  3. Contrasto al caro energia: In un contesto macroeconomico instabile, caratterizzato da mercati delle fonti fossili volatili, l’autoconsumo collettivo protegge il budget familiare e aziendale nel lungo termine.

L’impatto ambientale e sociale sul territorio veneto

Oltre al fattore economico, la nascita di progetti come E-CER a Camposampiero genera un forte valore sociale e ambientale. Spingere sullo sviluppo delle comunità energetiche in Veneto significa abbattere le emissioni di CO₂ nel bacino padano, un’area geografica che richiede interventi urgenti sul fronte della qualità dell’aria. Inoltre, si incentiva la cultura della cooperazione, trasformando il consumatore passivo in un attore consapevole della transizione (il cosiddetto prosumer).

E-CER: aperta alle adesioni nel territorio veneto

La fase di progettazione e di studio è conclusa: E-CER è oggi pienamente operativa e pronta ad accogliere nuove adesioni nel territorio. Il progetto si propone come punto di riferimento per chi vuole far parte delle comunità energetiche in Veneto. Un aspetto fondamentale, spesso poco noto, è che non è necessario possedere un tetto o installare pannelli fotovoltaici per partecipare: si può aderire alla comunità anche come semplici “consumatori”, beneficiando ugualmente degli incentivi legati all’energia condivisa.

La finestra di ingresso è attualmente aperta per famiglie, condomini, piccole imprese, artigiani ed enti locali che rientrano nella zona di mercato energetico della cabina primaria di riferimento. Il team tecnico e legale di e-casaitalia gestisce l’intero processo end-to-end, offrendo supporto completo dallo studio preliminare di compatibilità energetica fino al disbrigo delle pratiche burocratiche e all’attivazione effettiva del profilo.

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Contatta oggi stesso il team di e-casaitalia: ti guideremo passo dopo passo in ogni fase, dall’analisi di fattibilità tecnica alla gestione della pratica amministrativa per l’accesso alle migliori opportunità di comunità energetiche in Veneto.

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Articolo a cura di Flavio Pinton — CEO di e-casaitalia e Presidente di E-CER

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Autoconsumo a distanza: la guida essenziale per aziende, con 3 fonti di ricavo per 20 anni Il tuo stabilimento consuma molta energia, ma sul capannone non c’è spazio per i pannelli? Oppure il tetto non è adatto, o semplicemente non vuoi bloccare capitale? C’è una soluzione pensata proprio per questi casi: l’autoconsumo a distanza, previsto dal Decreto CACER (DM MASE 414/2023). Il nome tecnico completo è “autoconsumo individuale a distanza”. In questa guida ti spieghiamo come funziona, quanto può valere e cosa controllare prima di partire. Cos’è l’autoconsumo a distanza, in parole semplici L’impianto fotovoltaico non viene installato sullo stabilimento, ma in un altro luogo: per esempio un terreno o un capannone vicino. Questo impianto ha un proprio punto di collegamento alla rete, chiamato POD. L’energia non arriva fisicamente in azienda. Viaggia sulla rete pubblica, e tu continui a pagare la bolletta dello stabilimento come hai sempre fatto. Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) controlla i contatori ora per ora. Riconosce come “energia condivisa” la quota prodotta dall’impianto mentre lo stabilimento sta consumando. Come funziona l’autoconsumo a distanza: un esempio ora per ora Facciamo un esempio concreto con tre momenti della giornata: Mezzogiorno: l’impianto immette 800 kWh, lo stabilimento ne preleva 500. Energia condivisa: 500 kWh. Pomeriggio: l’impianto immette 400 kWh, lo stabilimento ne preleva 600. Energia condivisa: 400 kWh. Notte: l’impianto non produce. Energia condivisa: 0. La regola è semplice: in ogni ora conta il numero più basso tra i due. Per questo l’autoconsumo a distanza rende di più alle aziende che lavorano di giorno, e ancora meglio se sono attive anche nel weekend. Quanto vale l’autoconsumo a distanza: le 3 fonti di ricavo Attenzione a un punto importante: non si tratta di uno sconto in bolletta. È un guadagno in più, che arriva da tre voci diverse. 1. La tariffa premio del GSE Viene pagata per 20 anni sull’energia condivisa. È composta da una parte fissa (60, 70 o 80 €/MWh, in base alla taglia dell’impianto) e da una parte variabile, che cresce quando il prezzo dell’energia scende, fino a un tetto massimo. Per il fotovoltaico al Nord è prevista anche una maggiorazione di 10 €/MWh. 2. Il contributo di valorizzazione È la restituzione di alcune voci della tariffa elettrica. Vale pochi euro per ogni MWh, ma si somma agli altri ricavi. 3. La vendita dell’energia immessa Tutta l’energia prodotta e immessa in rete si vende: con il Ritiro Dedicato del GSE oppure tramite un trader. Gli importi reali dipendono dalla dimensione dell’impianto, dai consumi orari dell’azienda e dai prezzi di mercato. Per questo vanno sempre calcolati caso per caso. Autoconsumo a distanza senza investire: è possibile? Sì, non sempre servono soldi propri. L’impianto può essere finanziato, costruito e gestito da un investitore esterno o da una ESCO (una società di servizi energetici), che agisce seguendo le indicazioni dell’azienda. In questo modo anche l’impresa che consuma molta energia può sfruttare l’autoconsumo a distanza senza anticipare capitale. La divisione dei ricavi tra le parti viene fissata in un contratto di lunga durata. Cosa verificare prima di partire Prima di avviare un progetto, controlla questi cinque requisiti: impianto e punti di prelievo devono trovarsi sotto la stessa cabina primaria; tutti i punti di prelievo devono essere intestati allo stesso soggetto; serve la piena disponibilità dell’area (proprietà, affitto, diritto di superficie o comodato); l’impianto deve essere nuovo e, per ottenere la tariffa premio, non superare 1 MW; se hai già fotovoltaico o cogenerazione, l’energia condivisa può ridursi: servono le curve orarie di prelievo. Non sai sotto quale cabina primaria si trova il tuo stabilimento? Puoi verificarlo con la mappa interattiva delle cabine primarie del GSE, oppure chiederlo direttamente a noi. Tempi e dimensionamento dell’autoconsumo a distanza La tariffa si può richiedere fino al 31 dicembre 2027, oppure fino al raggiungimento di 5 GW di potenza incentivata. Entro quella data l’impianto deve essere allacciato e la domanda inviata. Autorizzazioni e connessione alla rete sono la fase più lunga: conviene muoversi subito. Le associazioni di settore hanno chiesto una proroga, ma al momento non è stata decisa. Per le imprese c’è anche la regola del 55%: la parte di tariffa che supera questa soglia va destinata a consumatori che non sono imprese o a finalità sociali sul territorio. Per questo conviene un impianto calibrato sui consumi orari, non il più grande possibile. In sintesi L’autoconsumo a distanza trasforma un terreno o un capannone in una fonte di ricavo per 20 anni, senza cambiare il modo in cui l’azienda compra energia. Con i dati giusti e un partner che segue tutto l’iter, dallo studio di fattibilità alla pratica GSE, diventa un’opportunità concreta. Le regole complete sono pubblicate sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. 📞 Vuoi capire se l’autoconsumo a distanza fa per la tua azienda? Contatta il team di e-casaitalia: ti guidiamo in ogni fase, dall’analisi alla pratica. 👉 www.e-casaitalia.it Articolo a cura di Flavio Pinton — CEO di e-casaitalia

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