ista della sala gremita all'Hotel Pino Verde di Camposampiero, con oltre 200 persone sedute ad ascoltare la presentazione di E-CER, Comunità Energetica in Veneto

Oltre 100 cittadini a Camposampiero per la Comunità Energetica in Veneto: E-CER è realtà

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Oltre 100 cittadini a Camposampiero per la Comunità Energetica in Veneto: E-CER è realtà

Grande successo a Camposampiero per E-CER. Scopri come funziona la Comunità Energetica in Veneto, come aderire per azzerare gli sprechi e risparmiare in bolletta.

La transizione ecologica ed energetica non è più solo un concetto astratto o un insieme di normative europee: è una realtà viva che parte dal basso, guidata dai cittadini e dalle imprese del territorio. Lo ha dimostrato chiaramente il successo straordinario della serata di presentazione di E-CER, la nuova Comunità Energetica in Veneto, tenutasi ieri presso l’Hotel Pino Verde di Camposampiero (PD).

L’evento ha registrato il tutto esaurito, confermando come il tema dell’autoconsumo diffuso e della sostenibilità sia ormai una priorità assoluta per le famiglie e il tessuto produttivo della regione.

Una partecipazione oltre le aspettative: sala strapiena all’Hotel Pino Verde

La risposta della cittadinanza ha superato ogni previsione. La sala convegni dell’Hotel Pino Verde si è riempita in ogni ordine di posto, costringendo gli organizzatori ad aggiungere sedie supplementari per accogliere le tantissime persone accorse.

Questo eccezionale colpo d’occhio non è stato un caso isolato, ma il segnale concreto di un trend che noi di e-casaitalia osserviamo con crescente evidenza nel settore delle energie rinnovabili: i cittadini italiani sono pronti ad abbracciare il modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili. L’interesse ha superato di gran lunga la semplice curiosità; il pubblico si è dimostrato desideroso di capire come fare rete per tagliare i costi energetici.

Cos’è E-CER e perché rappresenta una svolta per il territorio veneto

E-CER è una Comunità Energetica in Veneto nata per radicarsi nel territorio e rispondere al bisogno di un’energia più pulita e accessibile. Alla guida del progetto c’è Flavio Pinton, CEO di e-casaitalia, in qualità di Presidente. Ma qual è la vera missione di questa realtà?

L’obiettivo di E-CER: Permettere a famiglie, condomini, piccole e medie imprese (PMI), esercizi commerciali e realtà locali di produrre, condividere e consumare energia elettrica da fonti rinnovabili (principalmente fotovoltaico) in modo collettivo e collaborativo.

Oggi le CER rappresentano lo strumento più democratico ed efficace per attuare la transizione sul territorio. I vantaggi principali si riassumono in tre pilastri:

  1. Zero grandi investimenti individuali: Non è obbligatorio possedere un impianto fotovoltaico per partecipare; si può aderire alla comunità anche solo come semplici “consumatori”.

  2. Abbattimento dei costi in bolletta: Grazie all’autoconsumo virtuale dell’energia prodotta localmente e condivisa tra i membri.

  3. Indipendenza energetica: Riduzione drastica della dipendenza dalle fonti fossili e dalle fluttuazioni dei mercati energetici tradizionali.

Inoltre, far parte di E-CER permette di accedere ai vantaggi e agli incentivi ventennali previsti dal Decreto CACER, che premia l’energia condivisa all’interno della medesima cabina primaria.

Come funziona una Comunità Energetica in Veneto: le domande dei cittadini

Uno degli aspetti più stimolanti e incoraggianti della serata a Camposampiero è stata la qualità del dibattito. La platea non ha assistito passivamente, ma ha dato vita a un confronto fitto e costruttivo per capire i meccanismi pratici di una Comunità Energetica in Veneto.

I dubbi e le risposte più frequenti emersi durante l’incontro:

  • “Posso aderire se sono in affitto o vivo in un condominio?” Sì, le CER sono aperte a tutti. Nei condomini, in particolare, i vantaggi si moltiplicano sia per le utenze delle parti comuni sia per i singoli appartamenti.

  • “Quanto si risparmia concretamente?” Il risparmio economico deriva dal premio statale sull’energia condivisa simultaneamente (prodotta e consumata nelle stesse fasce orarie), che viene ridistribuito tra i membri sotto forma di incentivo, alleggerendo l’impatto delle bollette.

  • “Cosa succede se cambio fornitore di energia?” Nulla. L’adesione a una Comunità Energetica è completamente slegata dal proprio venditore di energia elettrica; si è liberi di mantenere o variare il proprio fornitore in qualsiasi momento.

Questa consapevolezza diffusa dimostra che il Veneto è maturo: i cittadini non cercano solo un risparmio immediato, ma vogliono far parte di un ecosistema che genera un impatto ambientale e sociale positivo sul proprio territorio.

L’eccellente organizzazione firmata Veneto Energia

Il successo della serata è stato reso possibile anche grazie alla perfetta macchina organizzativa di Veneto Energia. Il coordinamento operativo è stato curato nei minimi dettagli da Marianna Cazzoli, che ha gestito ogni aspetto logistico con straordinaria professionalità.

La cura dei dettagli e la fluidità dell’incontro hanno contribuito a creare un clima positivo, sereno e altamente produttivo, favorendo un dialogo diretto e trasparente tra i relatori sul palco e i cittadini in sala.

Vuoi aderire a una Comunità Energetica in Veneto o crearne una nel tuo comune?

Il modello E-CER presentato a Camposampiero è replicabile ed è aperto a chiunque voglia fare una scelta intelligente per il proprio futuro e per quello del pianeta. Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono accessibili a:

  • Privati e Famiglie

  • Condomini

  • Piccole e Medie Imprese (PMI)

  • Enti Pubblici e Comuni

Se desideri capire come funzionano le CER nel dettaglio, se risiedi nella zona di operatività di E-CER o se stai valutando l’opportunità di avviare una nuova comunità energetica nel tuo comune, il team di e-casaitalia è pronto a supportarti. Sviluppiamo il progetto in ogni sua fase: dall’analisi di fattibilità tecnica ed economica, fino alla gestione burocratica e all’attivazione definitiva.

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Vuoi sapere se la tua utenza può già aderire a E-CER o vuoi guidare la nascita di una Comunità Energetica in Veneto nel tuo territorio? Il team di esperti di e-casaitalia ti guiderà passo dopo passo, dall’analisi preliminare alla gestione della pratica.

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Articolo a cura di Flavio Pinton — CEO di e-casaitalia

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Autoconsumo a distanza: impianto fotovoltaico a terra che alimenta uno stabilimento aziendale
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Autoconsumo a distanza: la guida essenziale per aziende, con 3 fonti di ricavo per 20 anni Il tuo stabilimento consuma molta energia, ma sul capannone non c’è spazio per i pannelli? Oppure il tetto non è adatto, o semplicemente non vuoi bloccare capitale? C’è una soluzione pensata proprio per questi casi: l’autoconsumo a distanza, previsto dal Decreto CACER (DM MASE 414/2023). Il nome tecnico completo è “autoconsumo individuale a distanza”. In questa guida ti spieghiamo come funziona, quanto può valere e cosa controllare prima di partire. Cos’è l’autoconsumo a distanza, in parole semplici L’impianto fotovoltaico non viene installato sullo stabilimento, ma in un altro luogo: per esempio un terreno o un capannone vicino. Questo impianto ha un proprio punto di collegamento alla rete, chiamato POD. L’energia non arriva fisicamente in azienda. Viaggia sulla rete pubblica, e tu continui a pagare la bolletta dello stabilimento come hai sempre fatto. Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) controlla i contatori ora per ora. Riconosce come “energia condivisa” la quota prodotta dall’impianto mentre lo stabilimento sta consumando. Come funziona l’autoconsumo a distanza: un esempio ora per ora Facciamo un esempio concreto con tre momenti della giornata: Mezzogiorno: l’impianto immette 800 kWh, lo stabilimento ne preleva 500. Energia condivisa: 500 kWh. Pomeriggio: l’impianto immette 400 kWh, lo stabilimento ne preleva 600. Energia condivisa: 400 kWh. Notte: l’impianto non produce. Energia condivisa: 0. La regola è semplice: in ogni ora conta il numero più basso tra i due. Per questo l’autoconsumo a distanza rende di più alle aziende che lavorano di giorno, e ancora meglio se sono attive anche nel weekend. Quanto vale l’autoconsumo a distanza: le 3 fonti di ricavo Attenzione a un punto importante: non si tratta di uno sconto in bolletta. È un guadagno in più, che arriva da tre voci diverse. 1. La tariffa premio del GSE Viene pagata per 20 anni sull’energia condivisa. È composta da una parte fissa (60, 70 o 80 €/MWh, in base alla taglia dell’impianto) e da una parte variabile, che cresce quando il prezzo dell’energia scende, fino a un tetto massimo. Per il fotovoltaico al Nord è prevista anche una maggiorazione di 10 €/MWh. 2. Il contributo di valorizzazione È la restituzione di alcune voci della tariffa elettrica. Vale pochi euro per ogni MWh, ma si somma agli altri ricavi. 3. La vendita dell’energia immessa Tutta l’energia prodotta e immessa in rete si vende: con il Ritiro Dedicato del GSE oppure tramite un trader. Gli importi reali dipendono dalla dimensione dell’impianto, dai consumi orari dell’azienda e dai prezzi di mercato. Per questo vanno sempre calcolati caso per caso. Autoconsumo a distanza senza investire: è possibile? Sì, non sempre servono soldi propri. L’impianto può essere finanziato, costruito e gestito da un investitore esterno o da una ESCO (una società di servizi energetici), che agisce seguendo le indicazioni dell’azienda. In questo modo anche l’impresa che consuma molta energia può sfruttare l’autoconsumo a distanza senza anticipare capitale. La divisione dei ricavi tra le parti viene fissata in un contratto di lunga durata. Cosa verificare prima di partire Prima di avviare un progetto, controlla questi cinque requisiti: impianto e punti di prelievo devono trovarsi sotto la stessa cabina primaria; tutti i punti di prelievo devono essere intestati allo stesso soggetto; serve la piena disponibilità dell’area (proprietà, affitto, diritto di superficie o comodato); l’impianto deve essere nuovo e, per ottenere la tariffa premio, non superare 1 MW; se hai già fotovoltaico o cogenerazione, l’energia condivisa può ridursi: servono le curve orarie di prelievo. Non sai sotto quale cabina primaria si trova il tuo stabilimento? Puoi verificarlo con la mappa interattiva delle cabine primarie del GSE, oppure chiederlo direttamente a noi. Tempi e dimensionamento dell’autoconsumo a distanza La tariffa si può richiedere fino al 31 dicembre 2027, oppure fino al raggiungimento di 5 GW di potenza incentivata. Entro quella data l’impianto deve essere allacciato e la domanda inviata. Autorizzazioni e connessione alla rete sono la fase più lunga: conviene muoversi subito. Le associazioni di settore hanno chiesto una proroga, ma al momento non è stata decisa. Per le imprese c’è anche la regola del 55%: la parte di tariffa che supera questa soglia va destinata a consumatori che non sono imprese o a finalità sociali sul territorio. Per questo conviene un impianto calibrato sui consumi orari, non il più grande possibile. In sintesi L’autoconsumo a distanza trasforma un terreno o un capannone in una fonte di ricavo per 20 anni, senza cambiare il modo in cui l’azienda compra energia. Con i dati giusti e un partner che segue tutto l’iter, dallo studio di fattibilità alla pratica GSE, diventa un’opportunità concreta. Le regole complete sono pubblicate sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. 📞 Vuoi capire se l’autoconsumo a distanza fa per la tua azienda? Contatta il team di e-casaitalia: ti guidiamo in ogni fase, dall’analisi alla pratica. 👉 www.e-casaitalia.it Articolo a cura di Flavio Pinton — CEO di e-casaitalia

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