curtailment fotovoltaico, pannelli solari su tetto con energia sprecata

Curtailment fotovoltaico: l’allarme dei 162 GWh sprecati nel 2025 (e come difenderti)

Tabella dei Contenuti

Curtailment fotovoltaico: l’allarme dei 162 GWh sprecati nel 2025 (e come difenderti)

Cos’è il curtailment, perché riguarda anche i proprietari di impianti fotovoltaici e come le comunità energetiche possono ridurne l’impatto

Se hai un impianto fotovoltaico, o stai valutando di installarne uno, c’è un termine tecnico che vale la pena conoscere: il curtailment fotovoltaico.

Non è un dettaglio per addetti ai lavori: nel solo 2025 ha causato lo spreco di 162 GWh di energia solare in Italia, contro appena 7,5 GWh nel 2024.

Cos’è il curtailment fotovoltaico

Il curtailment fotovoltaico è la riduzione volontaria della produzione di un impianto rinnovabile, disposta dal gestore di rete quando si verificano eccesso di generazione rispetto alla domanda, congestioni della rete o insufficiente capacità di accumulo.

In pratica, l’impianto potrebbe produrre di più, ma Terna gli chiede di “tagliare” per garantire la sicurezza del sistema elettrico.

Perché il fenomeno sta esplodendo: i numeri ARERA

Secondo l’ultimo report ARERA, il curtailment fotovoltaico è più che raddoppiato in un anno: da 7,5 GWh nel 2024 a 162 GWh nel 2025, pari comunque solo allo 0,4% della produzione solare nazionale.

Le cause principali: 64 GWh per generazione superiore alla capacità di assorbimento della rete, 58 GWh per congestioni di rete, 38 GWh per manutenzioni programmate. Il Centro-Sud ha pagato il conto più salato, con 101 GWh persi, il 62% del totale nazionale.

Il fenomeno si concentra in poche giornate primaverili di sole pieno e domanda bassa: tra il 25 aprile e il 1° giugno 2025 sono bastati otto giorni per generare quasi tutto il taglio dell’anno. È l’effetto della cosiddetta duck curve: nelle ore centrali la produzione solare supera ampiamente il fabbisogno immediato.

Chi paga le conseguenze del curtailment fotovoltaico

Chi possiede un impianto incentivato riceve comunque una compensazione per l’energia non prodotta, ma il meccanismo genera un costo che pesa sull’intero sistema elettrico.

Gli investitori vedono ridursi la producibilità reale attesa rispetto alle stime di progetto. La collettività, attraverso gli oneri di sistema, contribuisce a coprire questi costi.

Dal 1° aprile 2025, con la Delibera ARERA 128/2025/R/efr, il diritto alla remunerazione per mancata produzione è stato esteso dal solo eolico a tutte le fonti rinnovabili non programmabili, fotovoltaico incluso.

Dal 31 marzo 2026 è online anche Mprin, il nuovo portale GSE per gestire le richieste di compensazione: un segnale chiaro che il fenomeno va gestito, non ignorato.

Ne abbiamo parlato anche nel nostro approfondimento sulle nuove regole GSE sulla mancata produzione, utile per chi vuole capire come funziona in pratica la richiesta di compensazione.

Come proteggersi dal curtailment fotovoltaico (e fare la propria parte)

Non tutti possono aspettare che le reti nazionali vengano potenziate. Esistono però soluzioni concrete già disponibili oggi.

  • Sistemi di accumulo domestico: immagazzinano l’energia prodotta in eccesso nelle ore centrali della giornata e la rendono disponibile la sera, riducendo la dipendenza dalla rete e l’esposizione al curtailment.
  • Comunità energetiche rinnovabili: condividere la produzione tra più utenti, come abitazioni, condomini e piccole imprese, permette di assorbire i surplus localmente, prima ancora che diventino un problema di rete.
  • Riqualificazione energetica dell’edificio: un edificio efficiente consuma meglio l’energia che produce, riducendo sprechi e dipendenza dalla rete nelle ore di picco.

Nessuna di queste soluzioni elimina da sola il curtailment fotovoltaico a livello di sistema, ma per chi possiede un impianto fanno una differenza concreta: meno energia “tagliata”, più autoconsumo e una bolletta più leggera.

La scelta giusta dipende da consumi, taglia dell’impianto e zona geografica: per questo una valutazione tecnica personalizzata resta sempre il primo passo.

Perché conviene agire ora

La direzione europea è chiara: l’Electrification Action Plan della Commissione UE punta a portare l’elettricità dal 23% al 46% del mix energetico entro il 2040, quasi un raddoppio rispetto a oggi.

Chi investe oggi in accumulo, efficienza energetica e comunità energetiche si trova nella posizione migliore per sfruttare davvero l’energia che produce, invece di vederla tagliata dal curtailment fotovoltaico.


📞 Vuoi sapere se il tuo impianto è a rischio curtailment?
Contatta il team di e-casaitalia: ti guidiamo in ogni fase, dall’analisi alla pratica.
👉 www.e-casaitalia.it

 

Contatti

Contattaci per maggiori informazioni, un nostro consulente esperto risponderà a tutte le tue domande. Puoi farlo chiamandoci, mandando una mail oppure tramite i nostri canali social.

Richiesta Preventivo

Richiedi il tuo preventivo e scopri quanto puoi guadagnare dal tuo edificio con le energie rinnovabili.