ci sono un gruppo di persone che producono energia per la comunità tramite pannelli fotovoltaici sui propri tetti

🚀 RIVOLUZIONE e-CER 2025: Un Anno di Energia Condivisa, Etica e Territoriale

Tabella dei Contenuti

Energia condivisa: Il Modello di Successo di Mestrino

È passato solo un anno da quando la Comunità Energetica Rinnovabile (CER) e-CER ha mosso i suoi primi passi, ma l’impatto che ha avuto sulla comunità locale è già straordinario. Nata dalla visione lungimirante di e-casaItalia e con il cuore pulsante a Mestrino, in provincia di Padova, e-CER non è solo un progetto: è la dimostrazione concreta che la transizione energetica può essere etica, accessibile e profondamente radicata nel territorio.

📈 Una Crescita Esponenziale: La Fiducia del Territorio

Ciò che era iniziato come un ristretto gruppo di soci fondatori si è rapidamente trasformato in una realtà in forte espansione. In appena dodici mesi, le iscrizioni hanno raggiunto quasi il quadruplo dei membri iniziali, includendo una vasta gamma di famiglie e aziende che hanno scelto di unirsi a questa rivoluzione energetica.

Questa crescita non è solo un numero, ma un chiaro segnale della crescente consapevolezza e del desiderio di partecipazione attiva delle persone. Significa che l’idea di condividere l’energia prodotta localmente non è più un concetto astratto, ma una pratica quotidiana che porta benefici tangibili a tutti i partecipanti.

💡 Il Cuore dei E-CER: Condivisione e Benefici Economici

Il funzionamento di e-CER si basa su un principio tanto semplice quanto rivoluzionario: la condivisione dell’energia rinnovabile. Attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici su tetti o aree idonee, i membri di E-CER producono energia che viene consumata all’interno della comunità. Quando l’energia prodotta in eccesso viene immessa nella rete, e-CER riceve incentivi statali dedicati. Questi incentivi vengono poi ridistribuiti tra i soci, garantendo un ritorno economico diretto per la partecipazione attiva alla comunità.

Ma c’è di più. Grazie all’accesso ai contributi a fondo perduto fino al 40% dei costi di investimento, previsti dai fondi PNRR dedicati alle CER, stiamo rendendo l’installazione di nuovi impianti non solo sostenibile, ma estremamente conveniente.

“Stiamo dimostrando che la transizione energetica può essere concreta, sostenibile e, soprattutto, alla portata di comunità intere. L’energia pulita non è un lusso, ma un diritto accessibile a tutti.”

🗺️ L’Impronta Territoriale: Da Mestrino a Nuovi Orizzonti

Oggi, e-CER è una realtà operativa che abbraccia diversi comuni del Padovano, tra cui Mestrino, Rubano, Selvazzano e aree limitrofe. Ma la nostra visione non si ferma ai confini provinciali.

Stiamo attivamente lavorando per estendere la nostra rete in nuove zone del Veneto e del Trentino. Un elemento cruciale di questa espansione è la collaborazione strategica con diverse amministrazioni locali che hanno riconosciuto il valore etico, ambientale ed economico del progetto e hanno scelto di sostenerlo attivamente. Questa partnership con gli enti pubblici è fondamentale per garantire che la crescita sia organica, inclusiva e risponda realmente alle esigenze dei cittadini.

💚 Oltre l’Energia: Etica e Sostenibilità Ambientale

Essere una CER non significa solo scambiarsi kWh. Significa adottare un modello etico che promuove l’autoconsumo collettivo e riduce la dipendenza da fonti fossili. Ogni nuovo socio, ogni pannello solare installato, contribuisce a ridurre l’impronta di carbonio del territorio e a costruire un futuro energetico più resiliente e decentralizzato.

L’obiettivo di e-cer è duplice:

  1. Garantire un risparmio economico ai membri.

  2. Aumentare la produzione di energia rinnovabile locale, in linea con gli obiettivi climatici nazionali ed europei.

La nostra storia di successo è la prova che quando l’iniziativa privata incontra il bene comune e l’innovazione tecnologica, i risultati arrivano velocemente e in modo impattante.

🤝 Entra nella Rivoluzione Energetica

Il primo anno è stato solo l’inizio. Vogliamo che e-CER continui a crescere e a beneficiare un numero sempre maggiore di famiglie e imprese.

👉 Vuoi scoprire come funziona una Comunità Energetica Rinnovabile e come entrare in e-CER con la tua casa o la tua azienda?

Per approfondire i meccanismi di incentivazione, i vantaggi economici e la semplicità di adesione, ti invitiamo a leggere l’articolo che PadovaOggi ha dedicato al nostro primo anno di successi.

È il momento di smettere di essere semplici consumatori e diventare produttori e protagonisti della propria energia.

Contattaci oggi stesso per unirti alla crescita energetica del territorio, ricevere una consulenza personalizzata e iniziare a condividere i benefici di un futuro più verde e consapevole.

leggi l’articolo di Padovaoggi

 

E-cer Comunità Energetica Rinnovabile

 

 

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Autoconsumo a distanza: impianto fotovoltaico a terra che alimenta uno stabilimento aziendale
Bonus

Autoconsumo a distanza: la guida essenziale per aziende, con 3 fonti di ricavo per 20 anni Il tuo stabilimento consuma molta energia, ma sul capannone non c’è spazio per i pannelli? Oppure il tetto non è adatto, o semplicemente non vuoi bloccare capitale? C’è una soluzione pensata proprio per questi casi: l’autoconsumo a distanza, previsto dal Decreto CACER (DM MASE 414/2023). Il nome tecnico completo è “autoconsumo individuale a distanza”. In questa guida ti spieghiamo come funziona, quanto può valere e cosa controllare prima di partire. Cos’è l’autoconsumo a distanza, in parole semplici L’impianto fotovoltaico non viene installato sullo stabilimento, ma in un altro luogo: per esempio un terreno o un capannone vicino. Questo impianto ha un proprio punto di collegamento alla rete, chiamato POD. L’energia non arriva fisicamente in azienda. Viaggia sulla rete pubblica, e tu continui a pagare la bolletta dello stabilimento come hai sempre fatto. Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) controlla i contatori ora per ora. Riconosce come “energia condivisa” la quota prodotta dall’impianto mentre lo stabilimento sta consumando. Come funziona l’autoconsumo a distanza: un esempio ora per ora Facciamo un esempio concreto con tre momenti della giornata: Mezzogiorno: l’impianto immette 800 kWh, lo stabilimento ne preleva 500. Energia condivisa: 500 kWh. Pomeriggio: l’impianto immette 400 kWh, lo stabilimento ne preleva 600. Energia condivisa: 400 kWh. Notte: l’impianto non produce. Energia condivisa: 0. La regola è semplice: in ogni ora conta il numero più basso tra i due. Per questo l’autoconsumo a distanza rende di più alle aziende che lavorano di giorno, e ancora meglio se sono attive anche nel weekend. Quanto vale l’autoconsumo a distanza: le 3 fonti di ricavo Attenzione a un punto importante: non si tratta di uno sconto in bolletta. È un guadagno in più, che arriva da tre voci diverse. 1. La tariffa premio del GSE Viene pagata per 20 anni sull’energia condivisa. È composta da una parte fissa (60, 70 o 80 €/MWh, in base alla taglia dell’impianto) e da una parte variabile, che cresce quando il prezzo dell’energia scende, fino a un tetto massimo. Per il fotovoltaico al Nord è prevista anche una maggiorazione di 10 €/MWh. 2. Il contributo di valorizzazione È la restituzione di alcune voci della tariffa elettrica. Vale pochi euro per ogni MWh, ma si somma agli altri ricavi. 3. La vendita dell’energia immessa Tutta l’energia prodotta e immessa in rete si vende: con il Ritiro Dedicato del GSE oppure tramite un trader. Gli importi reali dipendono dalla dimensione dell’impianto, dai consumi orari dell’azienda e dai prezzi di mercato. Per questo vanno sempre calcolati caso per caso. Autoconsumo a distanza senza investire: è possibile? Sì, non sempre servono soldi propri. L’impianto può essere finanziato, costruito e gestito da un investitore esterno o da una ESCO (una società di servizi energetici), che agisce seguendo le indicazioni dell’azienda. In questo modo anche l’impresa che consuma molta energia può sfruttare l’autoconsumo a distanza senza anticipare capitale. La divisione dei ricavi tra le parti viene fissata in un contratto di lunga durata. Cosa verificare prima di partire Prima di avviare un progetto, controlla questi cinque requisiti: impianto e punti di prelievo devono trovarsi sotto la stessa cabina primaria; tutti i punti di prelievo devono essere intestati allo stesso soggetto; serve la piena disponibilità dell’area (proprietà, affitto, diritto di superficie o comodato); l’impianto deve essere nuovo e, per ottenere la tariffa premio, non superare 1 MW; se hai già fotovoltaico o cogenerazione, l’energia condivisa può ridursi: servono le curve orarie di prelievo. Non sai sotto quale cabina primaria si trova il tuo stabilimento? Puoi verificarlo con la mappa interattiva delle cabine primarie del GSE, oppure chiederlo direttamente a noi. Tempi e dimensionamento dell’autoconsumo a distanza La tariffa si può richiedere fino al 31 dicembre 2027, oppure fino al raggiungimento di 5 GW di potenza incentivata. Entro quella data l’impianto deve essere allacciato e la domanda inviata. Autorizzazioni e connessione alla rete sono la fase più lunga: conviene muoversi subito. Le associazioni di settore hanno chiesto una proroga, ma al momento non è stata decisa. Per le imprese c’è anche la regola del 55%: la parte di tariffa che supera questa soglia va destinata a consumatori che non sono imprese o a finalità sociali sul territorio. Per questo conviene un impianto calibrato sui consumi orari, non il più grande possibile. In sintesi L’autoconsumo a distanza trasforma un terreno o un capannone in una fonte di ricavo per 20 anni, senza cambiare il modo in cui l’azienda compra energia. Con i dati giusti e un partner che segue tutto l’iter, dallo studio di fattibilità alla pratica GSE, diventa un’opportunità concreta. Le regole complete sono pubblicate sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. 📞 Vuoi capire se l’autoconsumo a distanza fa per la tua azienda? Contatta il team di e-casaitalia: ti guidiamo in ogni fase, dall’analisi alla pratica. 👉 www.e-casaitalia.it Articolo a cura di Flavio Pinton — CEO di e-casaitalia

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