Vignetta esplicativa sulla Legge 4/2026 Agrivoltaico: illustrazione di un campo agricolo con pannelli fotovoltaici elevati, un agricoltore e un tecnico che collaborano per l'integrazione tra energia solare e coltivazione del suolo.

🌱 Legge 4/2026 Agrivoltaico e Aree Idonee: Guida Tecnica Completa

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🌱 Legge 4/2026 Agrivoltaico e Aree Idonee: Guida Tecnica Completa

Scopri le novità della Legge 4/2026 Agrivoltaico: aree idonee, controlli dei Comuni (5 anni) e limiti SAU nel Testo Unico FER. Guida pratica per operatori

La transizione energetica in Italia segna un punto di svolta con la recente conversione in Legge 15 gennaio 2026, n. 4 (del precedente D.L. n. 175/2025). Questo provvedimento ha introdotto modifiche radicali al Testo Unico FER (d.lgs. n. 190/2024), ridefinendo le regole del gioco per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili.

Il focus della riforma è chiaro: bilanciare la necessità di produrre energia pulita con la tutela del suolo agricolo. In questo scenario, la recente nota esplicativa dell’ANCI diventa una bussola fondamentale per gli enti locali e gli operatori del settore. Scopriamo insieme cosa cambia concretamente per l’agrivoltaico, le aree idonee e le procedure autorizzative.


1. Cosa cambia con la Legge 4/2026 Agrivoltaico e il Testo Unico FER

L’articolo 4 del Testo Unico FER, riformato dalla Legge 4/2026 Agrivoltaico, introduce una definizione funzionale che supera quella strutturale del passato. L’impianto non è più solo un insieme di moduli fotovoltaici, ma un sistema che deve garantire la continuità produttiva agricola.

H3 – Nuove tecnologie ammesse dalla Legge 4/2026 Agrivoltaico

La continuità delle attività colturali e pastorali viene oggi garantita attraverso:

  • Moduli elevati da terra: per permettere il transito dei mezzi agricoli.

  • Sistemi rotanti (Tracker): per ottimizzare l’irraggiamento solare sia per i moduli che per le colture sottostanti.

  • Agricoltura di precisione: l’integrazione di sensori digitali per monitorare lo stato del suolo.


2. Aree Idonee “Ex Lege”: Dove si può costruire subito

Il nuovo Articolo 11-bis del Testo Unico FER semplifica drasticamente la localizzazione degli impianti, definendo aree “automaticamente idonee” per ridurre la discrezionalità burocratica.

Tabella delle Aree Idonee secondo la Legge 4/2026

Categoria di Area Esempi e Specifiche
Siti FER Esistenti Impianti da modificare, rifare o potenziare (revamping/repowering).
Aree Degradate Cave, miniere cessate, discariche chiuse e siti oggetto di bonifica.
Aree Industriali Stabilimenti e zone adiacenti (fino a 350m per aree agricole, 300m per autostrade).
Infrastrutture Coperture di parcheggi, invasi idrici, laghi di cava e pertinenze edilizie.
Aree Pubbliche Terreni nella disponibilità di enti pubblici o concessionari statali.

L’obiettivo è accelerare gli iter, ma l’ANCI solleva una nota critica: servono criteri applicativi puntuali per evitare conflitti con la pianificazione urbanistica locale e i vincoli paesaggistici preesistenti.


3. Fotovoltaico a Terra e Limiti SAU: Regole più rigide

La Legge 4/2026 pone un freno al fotovoltaico a terra “tradizionale” in zona agricola. L’installazione è ora consentita solo per:

  1. Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).

  2. Progetti legati al PNRR e al PNC.

L’eccezione dell’Agrivoltaico Elevato: Gli impianti agrivoltaici con moduli elevati sono sempre ammessi, a patto che venga prodotta una dichiarazione asseverata che attesti il mantenimento di almeno l’80% della produzione lorda vendibile (PLV) agricola rispetto alla media storica.


4. Nuovi Obblighi per i Comuni: Controlli Quinquennali

Una delle novità più impattanti riguarda la responsabilità degli enti locali. L’articolo 11 estende il regime sanzionatorio: nei 5 anni successivi alla realizzazione, il Comune deve verificare che il sito mantenga la sua idoneità agro-pastorale.

Questa attività di monitoraggio richiede:

  • Definizione di parametri oggettivi di produttività.

  • Accesso a database agronomici certificati.

  • Coordinamento tra l’asseverazione iniziale del progettista e i controlli ex-post.

Il rischio evidenziato dall’ANCI è il sovraccarico operativo per i piccoli Comuni, che potrebbero non avere le risorse tecniche per tali verifiche.


5. Il Ruolo delle Regioni e il “Contatore SAU”

Le Regioni hanno un termine di 120 giorni per individuare ulteriori aree idonee. Se non intervengono, scatta il potere sostitutivo dello Stato. Esiste però un vincolo quantitativo: la superficie agricola utilizzata (SAU) qualificabile come idonea deve essere compresa tra lo 0,8% e il 3% della SAU complessiva regionale.

Per monitorare questo limite, viene istituita una Piattaforma Digitale Nazionale presso il MASE, che fungerà da “Contatore SAU” in tempo reale, garantendo trasparenza e prevenendo il consumo eccessivo di suolo.


6. Semplificazioni Procedurali (Art. 11-quater)

Per chi opera interamente in area idonea, i vantaggi sono significativi:

  • PAS o Attività Libera: Il parere paesaggistico è obbligatorio ma non vincolante.

  • Autorizzazione Unica: I termini procedurali sono ridotti di 1/3.

  • Siti UNESCO: Qui la tutela resta massima; l’installazione è limitata agli interventi in edilizia libera per non alterare il valore del patrimonio culturale.


7. Consigli Operativi per Aziende e Professionisti

Se sei un operatore del settore energetico, ecco la tua checklist post-riforma:

  1. Puntate sull’Agrivoltaico Elevato: È la via maestra per evitare i blocchi nelle zone agricole.

  2. Certificazione 80%: Non consideratela un proforma. La soglia della produzione agricola sarà l’oggetto principale dei controlli comunali.

  3. Verifica Pre-progettuale: Consultate la piattaforma MASE e le mappe delle aree idonee “ex lege” per ridurre il rischio di diniego.

  4. Dialogo con gli Enti Locali: Coinvolgere il Comune sin dalla fase di scoping previene contenziosi futuri sulla gestione del suolo.


Conclusioni: Verso un Equilibrio Territoriale

La Legge 4/2026 non è solo un pacchetto di semplificazioni, ma un tentativo di dare ordine al caos normativo degli ultimi anni. L’accelerazione sulle FER è evidente, ma il successo della riforma dipenderà dalla capacità di coordinamento tra Stato, Regioni e Comuni.

Per gli operatori, la sfida è tecnologica e agronomica: l’energia del futuro deve saper convivere con le radici della terra.


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FAQ: Domande Frequenti sulla Legge 4/2026 Agrivoltaico

Qual è la principale novità delle Aree Idonee Fotovoltaico 2026?

La Legge 4/2026 Agrivoltaico introduce il concetto di “idoneità ex lege”. Significa che aree come cave dismesse, siti industriali e zone adiacenti alle autostrade sono considerate automaticamente idonee, riducendo i tempi di autorizzazione di 1/3 e limitando la discrezionalità degli enti locali.

Come vengono effettuati i controlli dai Comuni?

Secondo il Testo Unico FER 2026, i Comuni devono verificare per 5 anni che l’impianto mantenga l’attività agricola. Se la produzione agricola scende sotto l’80% della produzione lorda vendibile (PLV) dichiarata, sono previste sanzioni e la possibile perdita della qualifica di impianto agrivoltaico.

È ancora possibile installare il fotovoltaico a terra in zona agricola?

Sì, ma con forti restrizioni. La Legge 4/2026 Agrivoltaico lo consente solo per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) o per progetti finanziati dal PNRR. Per tutti gli altri casi, l’unica via ammessa in zona agricola è l’agrivoltaico con moduli elevati da terra.

Cos’è il “Contatore SAU” introdotto dal MASE?

Il Contatore SAU è uno strumento digitale che monitora in tempo reale quanta Superficie Agricola Utilizzata è occupata da impianti FER. Le Aree Idonee Fotovoltaico 2026 a livello regionale devono restare entro un limite compreso tra lo 0,8% e il 3% della SAU totale.

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