TICA Fotovoltaico: Perché per la connessione alla rete si aspettano anche 2 anni e mezzo?
Scopri cos’è la TICA, come leggere il preventivo di connessione e perché in Italia i tempi per il fotovoltaico industriale possono superare i 500 giorni.
Se stai valutando di installare un impianto fotovoltaico di media o grande taglia, uno degli aspetti più sottovalutati — e più importanti — è il tempo necessario per l’allaccio alla rete elettrica. Spesso, l’entusiasmo per il risparmio energetico si scontra con la realtà burocratica e infrastrutturale italiana.
È esattamente il tema al centro di una pratica che il team di e-casaitalia sta seguendo in prima persona: un impianto da quasi 1 MW in una zona industriale del Nord Italia. Il preventivo ufficiale ha restituito tempistiche che meritano di essere conosciute e comprese da chiunque stia valutando un investimento simile.
Che cos’è la TICA e cosa contiene
Il Testo Integrato delle Connessioni Attive, meglio noto come TICA, è il pilastro normativo definito dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA). Questa normativa disciplina le modalità di allaccio degli impianti di produzione alla rete elettrica, gestita principalmente da e-distribuzione per quanto riguarda le connessioni in media e bassa tensione.
Quando si presenta una richiesta, il distributore risponde con un documento tecnico (il preventivo di connessione) che indica costi, opere necessarie e tempistiche. Nel caso seguito dal nostro team, un progetto da circa 1 MW in connessione a 15.000 V (media tensione) ha ricevuto un riscontro significativo: 546 giorni lavorativi per l’esecuzione delle opere di adeguamento. Tradotto in tempo reale, parliamo di circa 2 anni e mezzo di calendario. Una stima basata rigorosamente sulle linee guida della TICA in vigore.
Perché i tempi di connessione sono così lunghi?
I tempi dipendono da una serie di fattori tecnici e amministrativi che si sommano, rallentando l’intero iter autorizzativo:
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Adeguamento infrastrutturale: La rete esistente spesso non è dimensionata per ricevere grandi quantità di energia da nuovi produttori. Nel caso in esame, era necessario potenziare un trasformatore da 16 a 25 MVA e realizzare nuovi stalli sulla rete locale.
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Opere TERNA: Per impianti di potenza rilevante, entrano in gioco anche interventi sulla Rete di Trasmissione Nazionale. Questi passaggi, previsti dalla TICA, comportano tempi aggiuntivi che decorrono solo dopo l’ottenimento di tutte le autorizzazioni.
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Iter burocratici: Permessi comunali, sopralluoghi e dichiarazioni possono generare sospensive che allungano ulteriormente il cronoprogramma originale.
La buona notizia: non è sempre così
Va detto con chiarezza, perché sarebbe scorretto tacerlo: la nostra esperienza in e-casaitalia ci ha messo davanti anche a situazioni molto più rapide. Abbiamo gestito pratiche con tempi di connessione previsti di 60 o 90 giorni. Casi in cui la rete era già adeguata, le opere minime e l’iter scorrevole.
Questo dimostra che il sistema, quando le infrastrutture sono pronte, può funzionare bene. Tuttavia, la TICA non dovrebbe essere una lotteria basata sulla fortuna geografica. Quei 60 giorni dovrebbero rappresentare la regola, non l’eccezione riservata a chi si trova nel posto giusto al momento giusto. La differenza sostanziale risiede nella capacità infrastrutturale del territorio e nella priorità che il sistema ha dato agli investimenti locali.
Cosa significa questo per chi vuole investire
Per un’azienda o un imprenditore che valuta un impianto di media-grande taglia, conoscere queste variabili in anticipo è fondamentale. Il ritorno sull’investimento, i flussi di cassa e la pianificazione fiscale dipendono direttamente dal momento in cui l’energia inizia a fluire. Arrivare impreparati alla ricezione della TICA può trasformare un ottimo progetto in un problema finanziario.
Per questo, affidarsi a un team esperto — che conosce il territorio, ha esperienza diretta con e-distribuzione e TERNA, e sa interpretare correttamente una TICA prima ancora di presentare la domanda — non è un costo aggiuntivo: è la differenza tra un investimento che genera valore e uno che si inceppa nella burocrazia.
La soluzione esiste già: si chiama prevenzione tecnica e pianificazione strategica. In e-casaitalia, aiutiamo le imprese a navigare le complessità della TICA per garantire che il sole diventi, il prima possibile, una risorsa concreta per il bilancio aziendale.









